BADALISC
 
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dalle radici della tradizione locale un prodotto tipico italiano
IL BADALISC
Secondo la tradizione è un essere mitologico che vive nei boschi della Valle Camonica, ogni anno viene catturato nel periodo dell'epifania dai giovani e portato in paese.
badalisc  
LA STORIA DEL BADALISC
Ad Andrista (Cevo), la notte tra il 5 e il 6 gennaio, i giovani del paese si recano nei boschi per catturare lo strano essere che possiede tratti che ricordano il serpente e la capra, ha occhi lucenti, una grande bocca e lunghe corna; il suo ingresso in paese è accompagnato da alcune maschere, tra cui figurano il giovane, il vecchio, la vecchia e la signorina (che è l’esca per gli appetiti sessuali dell’animale), oltre alle “vecchie befane” che percuotono bidoni del latte e di “pastori barbuti che muovono passi incerti appoggiandosi al bastone ricurvo”…
Il Badalisc viene condotto in giro per il paese tenuto ad una corda, poiché durante il tragitto si scaglia contro le persone. Giunti in piazza (ma una volta avveniva nella stalla) inizia il discorso (la ’ntifunada), che avviene attraverso un interprete che oggi legge il testo consegnato dallo stesso Badalisc, ma che una volta era invece improvvisava direttamente, a braccio.

Durante il discorso un “torvo gobbetto” che all’entrata del paese aveva ingaggiato un “rustico duello” con l’animale, percuote ritmicamente, con forza, il suo bastone.
Il discorso, in cui vengono rivelati tutti i “peccati” e gli intrallazzi della comunità, finisce con balli, festa e scorpacciate. La sera seguente alla cattura si mangia poi la cosiddetta polenta del Badalisc.
Fino a poco tempo fa, i bambini di Andrista facevano una questua nelle case per tutto il tempo di permanenza del Badalisc mentre, in passato, per le donne era tabù vedere o sentire il discorso del Badalisc; se una donna era sorpresa a partecipare, il giorno dopo le si negava la Comunione.

Il rito del Badalisc presenta forti analogie con le Bosinade o Businade, e cioè l’uso di comporre (in prosa o poesia, scritti o improvvisati a braccio) brani satirici in cui vengono denunciate, da un cantastorie (il Bosìn), la malefatte della comunità. Queste usanze, attestate nel XVI sec., erano diffuse in tutta l’Italia settentrionale e deriverebbero dalle celebrazioni “purificatorie” di Capodanno (G. Barozzi e M. Varini, 2001).
Il presunto legame del rito di Andrista con le credenze sull’esistenza del basilisco, fantastico serpente (mezzo lucertola e mezzo serpente; con la testa di gatto, ma “quadrata”; oppure simile ad un rospo) che incenerisce ogni cosa su cui si posa il suo sguardo, diffusamente nell’italia settentrionale, oltre che a Cevo, presenta invece aspetti problematici ancora tutti da chiarire.
 
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venerdý 6 gennaio 2012
IL BADALISC E' TORNATO ANCHE QUEST'ANNO

Anche quest'anno, come da tradizione,ad Andrista piccola frazione del Comune di Cevo è tornato il Badalisc. Il temporale abbattutosi sulla Valsaviore ieri sera verso le 19.00 faceva immaginare una serata piuttosto complicata, invece come per " magia " ha preso forma una splen

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